• Vittorio A. Dublino

THE OVERCONFIDENCE EFFECT… sarà l’eccesso di fiducia alla base di tante decisioni sbagli

Facendo luce sulla Psicologia dell’Autodifesa, i professionisti e manager, medici, insegnanti e mediatori, chiunque abbia responsabilità politiche di comando o decisionali, potrebbero acquisire consapevolezza e definire strategie basate sulle teorie che trattano l’effetto di eccessiva fiducia’, allo scopo di contrastare i naturali processi di autodifesa, incoraggiando l’automiglioramento. 

La teoria dell’Auto-Riferimento (o dell’Auto-affermazione) fornisce un quadro per capire quanto sia difficile il contrasto a livello individuale, ma anche collettivo, di ‘credenze consolidate’ esperite dagli Individui nel corso di importanti domini della loro vita privata o sociale. 

Ad esempio, queste credenze influenzano l’Uomo: nei processi di funzionamento nel mantenimento di una buona salute,  nei processi decisionali di natura politica, nella comprensione delle cause dei conflitti o il mantenimento delle relazioni sociali, finanche nelle performance accademiche 

La motivazione è dovuta alla volontà di ‘Difendere l’integrità  di Se Stessi’. 

Gli Individui sono propensi a ‘difendere se stessi’, tendendo a distorcere, negare fino a mistificare la realtà in un modo che possa proteggere l’Auto-Integrità.

Per questi Individui, il costo da pagare consiste nel fatto che essi sono costretti inconsapevolmente a reprimere il loro potenziale intellettuale, cioè la possibilità individuale di apprendimento e di crescita intellettuale: un fattore di evoluzione che,  se fosse perseguito, invece potrebbe incrementare  le loro capacità adattive sul lungo termine.

Tuttavia,  se questi Individui fossero consapevoli, di fronte alle minacce quotidiane potrebbero proteggere la loro auto-integrità attraverso l’analisi di fonti alternative auto-identitarie. dando loro modo di aiutarsi ad accettare esperienze ed informazioni che anche se minacciose, potrebbero fornire importanti guide per l’auto-cambiamento e il miglioramnento delle loro relazioni sociali. 

L’ Effetto di Eccessiva Fiducia è una distorsione spesso ben consolidata nelle persone in cui la fiducia, quella soggettiva,  di una persona nei suoi giudizi è ritenuta dall’individuo attendibilmente maggiore della accuratezza oggettiva di tali giudizi, specialmente quando la fiducia in se stessi è relativamente elevata. L’eccesso di fiducia è un esempio di una calibrazione errata delle probabilità soggettive. In tutta la letteratura di ricerca, l’eccesso di fiducia è stato definito in tre modi distinti:

  1. sopravvalutazione delle proprie prestazioni effettive;

  2. sopraconsiderazione delle proprie performance rispetto a quelle degli altri;

  3. iperprecisione nell’esprimere certezze ingiustificate nel livello di accuratezza delle proprie convinzioni

L’Eccesso di Fiducia è definito dagli esperti tra i più “pervasivi e potenzialmente catastrofici” di tutti i pregiudizi cognitivi in cui gli esseri umani possono cadere vittime. A questa distorsione viene attribuita la causa di azioni legali, di disordini sociali, di guerre e di incidenti e scoppio di ‘bolle finanziarie’.

Scioperi, cause legali e guerre potrebbero derivare dall’influenza eccessiva di questo genere di causa di pregiudizi.

Tuttavia, si ritiene che sussista per questa distorsione anche una implicazione pratica di natura positiva:  un certo grado di Eccesso di Fiducia può tornare utile per incrementare  l’autostima individuale , dando ad un individuo la volontà di raggiungere il proprio obiettivo desiderato. Il solo credere in se stessi può dare la volontà di perseverare nei propri sforzi perseguendo obiettivi che altri non credono possano essere raggiunti.

Le persone ed i gruppi dovrebbero maturare consapevolezza di questa distorsione per mettersi al riparo dai suo infausti effetti. Ad esempio alcune forse di intelligence militare, hanno sviluppato nell’intento di contrastare il fenomeno allo scopo di cercare di prevenire decisione sbagliate hanno sviluppato tecniche come ad esempio il cosiddetto “Avvocato del Diavolo o del Decimo Uomo”.

Overconfidence, Psicologia dell’Auto-difesa  e Teoria dell’Auto-affermazione

Gli studiosi ci sollecitano ad immaginare “un mondo in cui le persone non abbiano fiducia” In questo mondo difficilmente saremmo in grado di affrontare ogni nuovo giorno, lottare e trovare il coraggio di mostrare il nostro lavoro ai nostri superiori o fare domanda per un lavoro; i chirurghi si frustrerebbero  nel dubbio degli esito dei loro futuri  interventi;  i militari esiterebbero nei momenti chiave in cui risolutezza nelle decisioni è  essenziale;  i politici sarebbero inabili nel perseguire la loro visione  e non sarebbero in grado di difendere le proprie posizioni  contro la  costante pioggia  di critiche  personali ed intellettuali.”

La fiducia è un’essenza vitale per la conduzione di  tutte quelle nostre attività che svolgiamo in maniera scontata durante la nostra vita quotidiana.  Ma è anche ritenuta  un elemento di grande importanza ogni qual  volta  proviamo a spiegare dei risultati che sono fuori dal comune . La fiducia è ampiamente considerata un ingrediente, quasi magico,  nell’ottenere successo nello sport, nell’intrattenimento , nel business, sui mercati azionari, nei combattimenti ed in molti altri domini:  potrebbero essere saliti alla ribalta Donald Trump , Muhammad Ali  e il generale Patton, senza essere dominati dalla loro frizzante fiducia? In nessun altro modo .

L’ Eccesso di Fiducia” può essere pericoloso!

Come il fuoco , può essere estremamente utile se usato in modo e quantità controllate,  ma una eccesso di fiducia, in inglese “Overconfidence”,  può facilmente diventare un incendio fuori controllo ed  essere causa  di costosi errori decisionali alla base  di fallimenti politici e di guerre .

Ad esempio, l’Overconfidence è stata accusata di essere la causa di una serie di gravi catastrofi finanziarie come  lo scoppio della “bolla dotcom”  negli anni 90 , il crack  delle banche del 2008 , del cambiamento climatico in corso:  “il non accadrà a me” impera . Questi eventi non sono piccoli incidenti di percorso, nella linea temporale dello sforzo evolutivo umano. Storici e politologi hanno imputato all’eccessiva fiducia tutta una serie di clamorosi fiaschi,  dalla Prima Guerra Mondiale al Vietnam all’Iraq . Spesso capita che restiamo sorpresi da ricorrenti problemi dovuti all’eccesso di fiducia, … e ci chiediamo “perché le persone non imparano dai loro errori?”

Come suggerisce  l’archetipo auto-scettico Woody Allen: «La fiducia è quello che hai prima di capire il problema»

Tuttavia il ricorrente ripetersi di fenomeni di Overconfidence è un argomento che sorprende gli psicologi,  ed è diventato oggetto di studio. Solitamente, molte persone, mentalmente sane,  tendono ad avere le cosiddette “illusioni positive”: ciò avviene relativamente  alle nostre capacità , al nostro controllo sugli eventi,  alla nostra vulnerabilità ai rischi.

Numerosi sono gli studi che dimostrano come le persone tendano a sopravvalutare la loro intelligenza: spesso sopravalutiamo  la nostra attrattiva sugli altri, così come le nostre abilità. Spesso abbiamo anche la tendenza ad assumere che siamo noi ad avere la migliore morale, essere in buona salute e godere di maggiori capacità di leadership, rispetto agli altri.

Un sondaggio, su un milione di studenti di scuole superiori,  ha evidenziato che il 70% di loro pensa di essere un leader al di sopra della media, solo il 2% classifica se stesso sotto la media . In un altro studio, il  94% dei professori universitari ha affermato che la loro ricerca era al di sopra della media.

Tutti crediamo che vivremo più a lungo rispetto agli altri,  che non saremo mai vittime di calamità comuni – come un incidente stradale, della criminalità , di un terremoto o  di una grave malattia.

Come i bambini del Lago Wobegon di Garrison Keillor, crediamo di essere tutti al di sopra della media!

Le “Illusioni positive” sembrano essere sostenute da molteplici forme di pregiudizio cognitivo e motivazionali, diverse, ma tutte convergenti nell’aumentare la fiducia nella gente . Questo fenomeno è pericoloso, perché è la causa  per la quale le persone sono sempre più propense a pensare che sono meglio degli altri,  il che rende più probabile la propensione verso l’aggressività, il conflitto e persino indurre ad un conflitto.

Daniel Kahneman sostiene:  «noi tendiamo a percepire gli altri come fossero più minacciosi di quanto in realtà lo siano:  esiste una linea di base che ha influenzato molti dei giudizi che sono stati presi negli ultimi 15 anni,  che hanno guidato le decisioni prese sotto una  presunta minaccia a causa di questa infausta tendenza sostenuta dalla linea dei falchi»

Già in passato, in molti studi che avevano messo sotto analisi i casi bellici della Storia è stato teorizzato che l’eccesso di fiducia è stata una delle cause principali di casi di aggressione di un popolo verso un altro. Oggi l’analisi dei risultati quantitativi e sperimentali di studi più approfonditi (come ad esempio quelli relativi agli esperimenti compiuti durante i cosiddetti “wargames”) ci forniscono la prova che esiste un nesso tra causa eccesso di confidenza ed effetto bellico. Uno studio del 2007 suggerisce che la fiducia e il conservatorismo sono associati all’aggressività nelle crisi decisionali,  e dunque gli alti livelli di fiducia che caratterizzano alcuni individui con funzioni decisionali (decision-makers)  ci dovrebbero plausibilmente far prevedere l’adozione di politiche aggressive nelle loro decisioni pensate per risolvere una crisi anche nel mondo reale. Lo studio dimostrerebbe che la Sicurezza di sé è un potente fattore tale da esercitare un’influenza anche al di là della pura ideologia politica.” 

Fowler e Johnson ci dicono:  “la fiducia sembra essere pertanto un grande puzzle composto da tessere  che  da un lato vanno a rappresentare una diffusa e potente caratteristica della cognizione umana,  ma che d’altra parte sembra essere la causa di valutazioni errate in grado di scatenare gravi catastrofi . Questo assunto sembra avere  poco senso. Perché questa propensione dell’Uomo ad illudersi con false credenze sopravvive in competizione con ciò che è sostenuto dai fatti? Come si è evoluta questa contraddizione? Una risposta potrebbe essere suggerita dall’Overconfidence. L’eccessiva confidenza per alcuni può essere vantaggiosa perché aumenta l’ambizione, la determinazione e la persistenza nell’assolvere molti compiti,  anche se il prezzo da pagare si gioca nella possibilità di incorrere in disastri occasionali.Come accade ad esempio ai bravi giocatori di poker,  che molto spesso devono al bluff la forza della loro mano di gioco se vogliono vincerla. Allo stesso modo  gli individui troppo sicuri di sé possono essere in grado di superare i rivali se credono in se stessi abbastanza da andare avanti,  quando invece gli altri vi darebbero un taglio.”

L’idea che l’Overconfidence sia  vantaggiosa è interessante. Ma dietro un’idea, si cela sempre una valida ipotesi alternativa.

Mentre l’overconfidenza ci potrebbe effettivamente  incoraggiare a puntare sempre più in alto, è comunque possibile che ci faccia incorrere in errori decisionali.

Molti economisti sostengono che la strategia vincente dovrebbe essere quella che vede il mondo esattamente così com’è: “l’Uomo, dunque,  freddamente calcolatore delle sue capacità  dovrebbe raccogliere la sfida e combattere solo se è sicuro  di vincere. […] Come possiamo decidere tra queste due visioni alternative tra loro? Una visione in prospettiva evoluzionistica qui torna utile. Perché ci costringe a pensare al come queste strategie alternative avrebbero funzionato in diretta concorrenza l’una con  l’altra  nel  concetto  Darwiniano di selezione naturale.

Immaginiamo un mondo in cui ci sono tre tipi di persone che la pensano come:

  1.  un’economista (che è  imparziale nella sua valutazione);

  2. Muhammad Ali (che è un’overconfidente,  tanto sicuro di sé da pensare: “okay , sono il più grande , sono certo di vincere!”;

  3. ​ … e  Woody Allen  che è l’archetipo della sottoconfidenza (underconfident)

Se questi tre tipi di personalità vanno in competizione nella ricerca di cibo per sopravvivere, Woody Allen rifuggirà dai conflitti  perché tenderà ad evitare costosi scontri (il che significa che tenderà a morire di fame); l’economista avrà  una migliore idea di quale  conflitto potrebbe vincere, ma sarà comunque magro in quanto a volte lascerebbe del cibo sulla tavola che avrebbe potuto conquistare; al contrario  Muhammad Ali raramente rifugerebbe dal lottare, e quindi avrebbe sempre un colpo da infierire per mangiare e sopravvivere. Finché il valore del cibo da conquistare sarà sufficientemente maggiore del costo del conflitto, Muhammad Ali riuscirà a vincere. Che significa? Che un grado di eccessiva fiducia sembra essere almeno apparentemente mediamente utile, anche se potrebbe provocare disastri occasionali; ma ciò è valido finché il premio in palio supererà sufficientemente il costo del competere per conquisrtarlo:  la fortuna aiuta gli audaci!

Quindi essere affetti da un eccesso di fiducia  è vantaggioso?  Nonostante  sia ottimale averne un certo margine: non assegnare limiti all’overconfidenza può diventare dannoso!

La volontà, cieca, di combattere a tutti i costi, soprattutto quando si scontrano due strategie con obiettivi simili, può portare ad un conflitto di tali proporzioni che nessun  guadagno ne varrà la pena. L’attacco di Napoleone a Waterloo nel 1815 oppure le pratiche speculative sub-prime che hanno portato al tracollo delle banche durante il crack finanziario del 2008,  ci dovrebbero far capire che se ci si spinge oltre i limiti della  fiducia consentita, il troppo danneggia. […], ma alla gente di solito piace competere perché il premio finale  è sempre  apprezzato, da tutti . In un mondo in cui la tecnologia cambia tumultuosamente, le variabili di probabilità del gioco, e un errore di calcolo basato sulla non completa conoscenza di queste variabili, ci fa rischiare di perdere di vista i costi da subire nel caso di una decisione sbagliata. Che potrebbe significare il collasso del sistema bancario o lo scatenamento di un fungo atomico globale. La strategia underconfident di Allen potrebbe allora essere più adatta? […] Il vero problema sta dunque nel fatto che non è mai evidente quanta quantità di fiducia sia quella giusta. Nella vita come in amore, nella finanza o nella politica , c’è una sottile linea tra il perdere quando avremmo pensato di poter vincere,  procurandoci gravi ustioni per aver usato troppo fuoco, cioè abusando dell’Eccesso di Fiducia!”

Nel corso di milioni di anni, durante i quali abbiamo vissuto in piccoli gruppi parentali di cacciatori-raccoglitori, il nostro cervello ha sviluppato  la predisposizione all’Overconfidenza per sopravvivere ed evolverci. E ‘ solo negli ultimi 10.000 anni che abbiamo cominciato a vivere con altre persone estranee in comunità sempre più grandi fino a diventare società urbane. L’Overconfidenza è una potente e pervasiva eredità evolutiva che continua a dominare i nostri giudizi nei nostri processi decisionali. In tutti i contesti: politici, sociali e tecnologici, sistemi  complessi nei quali oggi viviamo. Oggi sembra che questo fenomeno sia in grado di portare con sempre minore probabilità  vantaggi, viceversa sembra aumentare semplicemente la probabilità di essere causa di  disastri.

Possiamo certamente affermare che un Eccesso di Fiducia possa probabilmente essere utile per aiutarci in quei contesti “evolutivamente salienti simili alle sfide di adattamento del nostro passato […] ma è meno probabile che ci possa aiutare negli attuali  nuovi contesti  evolutivi”

L’abuso di Overconfidenza oggi diventa una strategia sempre più pericolosa, senza dotarsi delle necessarie competenze grazie ad una formazione continua.

Il mondo moderno è molto diverso da quello in cui siamo evoluti. In cui le nostre decisioni e i nostri comportamenti si adattavano tramite selezione naturale.

Le grandi decisioni dipendono oggi da molteplici e complesse burocrazie variabili che interagiscono tra numerosi portatori di intressi (stakeholders). Tuttavia, in questi nuovi contesti i  processi di pianificazione basati su valutazioni precise e scrupolose, elaborate sulla scorta di reali competenze appaiono noiosi a molti. Mentre invece diventa fondamentale quando si aspiri a perseguire obiettivi di successo  in condizioni ambientali caratterizzate da continue novità evolutive, cambiamenti per i quali non siamo stati progettati.

Ad esempio, dovremmo dedicare una particolare attenzione al fenomeno dell’overconfidenza abusata in campo politico ed economico. In questi campi è palese come stia capitando sempre più spesso che le probabilità che alcune decisioni sono fuori luogo sono sempre più frequenti  avendo ripercussioni negative per milioni di persone. Potremmo non essere in grado di eliminare questa innata distorsione cognitiva sempre presente nei nostri processi decisionali, perché è inscritta nel nostro DNA, ma diventa sempre più cruciale che almeno assumiamo consapevolezza del problema. Con lo scopo di essere in grado di resettare quando necessario  i nostri istituti decisionali se vogliamo cercare di evitare “catastrofi  autoimposte”.

Spesso osserviamo situazioni in cui le persone valutano la probabilità che possa accadere un evento in base alla facilità con cui un individuo è capace di ricordare un evento simile. Per esempio una persona trovandosi a dover valutare il rischio di avere un infarto trovandosi tra le persone di età media, tende a richiamare alla mente tutte le situazioni simili tra persone di sua diretta conoscenza, più che a valutare oggettive statistiche: se ha pochi conoscenti diretti, della sua età, che abbiano avuto un infarto tende ad escludere che possa essere colpito da un infarto anche se fosse un portatore di fattori di rischio.

In altre parole gli individui,  quando si trovano in una situazione di incertezza, tendono a colmare le loro “lacune percettive” cercando parallelismi tra quelle caratteristiche della situazione che stanno vivendo e le caratteristiche di situazioni già vissute.

In questo modo, questi soggetti ritengono di poter sfruttare informazioni di cui solo loro sono in possesso sovrastimandole. Se poi accade che le loro decisioni, che hanno preso sulla base di tali informazioni (acquisite unicamente attraverso le loro esperienze) trovano conferma nel verificarsi degli eventi che accadono, questi soggetti allora “accrescono la propria autostima attribuendo l’esito positivo della propria decisione alle proprie infallibili capacità.” Se, al contrario, il verificarsi dell’evento dovesse smentire le proprie convinzioni gli individui sosterranno che l’evento era totalmente imprevedibile, sottostimando la causa del proprio errore.

In un ruolo di funzione decisionale, se eccessivamente overconfidenti, gli Individui possono sovrastimare l’accuratezza dei segnali elaborati sulla scorta delle loro informazioni personali, e non attribuire grande peso all’informazione pubblica e ai segnali che gli provengono dall’esterno

“[…] Un  ragionamento evolutivo associato alla conoscenza del problema che consenta di riconoscere i pericoli dovuti ad un eccesso di fiducia in se stessi, ci può mettere al riparo dalle sue probabili conseguenze  ed evitare le situazioni più pericolose in cui il fenomeno della l’overconfidenza può insorgere. Consapevoli dei pericoli dell’Eccesso di Fiducia possiamo fare in modo che l’overconfidenza ci sia di aiuto alimentandolo in contesti  in cui un atteggiamento rampante aiuti la prestazione, come ad esempio nello sport; mentre sia contenuto in ambienti in cui la valutazione accurata delle informazioni sia  più importante dell’impulso istintivo volontario.

Studiando i contesti di fondo in cui il fenomeno dell’ overconfidenza debba alimentarsi o limitarsi, possiamo proteggerci dal commettere errori  

Ad esempio si nota che siamo esposti all’overconfidenza solo quando non siamo sicuri di essere in grado di vincere una sfida, in questo caso entra in gioco la “Teoria dell’Auto-Affermazione”. Questa teoria che è stata ben definita nell’ultimo decennio sembra poter spiegare esaustivamente quali siano le motivazioni di fondo per le quali le distorsioni di giudizio si attivano in particolari momenti.

Gli esperti suggeriscono :

“dovremmo incoraggiare quanto più possibile la condivisione e la circolazione delle informazioni in un momento di crisi in cui l’overconfidenza potrebbe farci prendere le decisioni sbagliate; quanto più l’interazione che abbiamo con i nostri avversari è supportata da informazioni utili all’accuratezza dell’analisi più è probabile che si giunga a valutazioni condivise sui punti di forza e di debolezza presenti da ciascun lato delle parti in causa”

Questa soluzione è esattamente il ragionamento al quale si imposero di sottostare l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, acconsentendo reciproche ispezioni dei loro impianti di armi nucleari verso il termine del lungo periodo storico della guerra fredda, durante il quale l”approccio overconfidente era molto forte sia nell’una che nell’altra parte,  quasi a voler prevalere in alcuni momenti. Infatti, nel corso degli anni si è compreso, anche grazie  alle analisi conseguenti i wargames (strumenti usati da ambedue le due parti per simulare scenari bellici impostati su modelli matematici) che “le variabili in gioco nel mondo reale sono influenzabili da aspetti sociali e psico-comportamentali che non sottostanno alle rigide regole della matematica, dunque le variabili avrebbero potuto interagire in modo diverso  sotto influenze meccanicamente imponderabili.”

E’ ragionando su queste riflessioni che risulta evidente come gli studi sugli effetti dell’overconfidenza possano assumere un ruolo molto importante anche nelle scienze economiche e in quelle discipline che studiano i fenomeni correlati al management delle organizzazioni.

Recentemente è stato avviato lo studio del fenomeno dell’overconfidenza allo scopo di capire quanto questa possa influenzare i decision-makers aziendali  o i  politici. Gli studi stanno dimostrando che

“nella media, il top management aziendale attribuisce troppa importanza alla fiducia in se stessi, … una grande percentuale di manager mantiene in considerazione troppo pesantemente la propria autostima,  al contrario facendo poco affidamento sui, cosiddetti,  segnali pubblici”

Se è vero,  allora i processi decisionali adottati da questi manager evidenziano una propensione verso maggiori tassi di errore previsionali che influenzerebbero negativamente le loro decisioni.

Si sta scoprendo, infatti, che l’errore di previsione nel management è strettamente correlato con il successo personale ottenuto in passato da un manager

L’analisi expost di molte decisioni aziendali errate, dimostrano che spesso i manager troppo sicuri di sé hanno preso infauste decisioni divergendo dai suggerimenti consigliati da analisti esperti in misura inversamente proporzionale all’accuratezza delle informazioni sottoposte loro in aiuto allo scopo di prendere la migliore decisione definitiva. In sostanza molti manager ( e in questa categoria vengono collocati anche i Politici) affetti da Overconfidenza, troppo sicuri di se, tendono ad ignorare informazioni e suggerimenti dei loro consulenti e/o sottoposti.

Concludendo, la conoscenza approfondita di questi studi sarà sempre più significativa ed importante per capire alcune delle cause che sono state alla base dei tanti disastri finanziari, economici e di gestione politica ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni … e di aiuto nel cercare di evitarli in futuro!

In un mondo V.U.C.A., un change management efficace dovrebbe bilanciare l’Eccesso di fiducia con una buona dose di Paranoia Costruttiva? 

… ​​Al lettore le sue considerazioni

Per facilitare una maggiore conoscenza di questo argomento, ho selezionato e tradotto alcuni passi, adattandoli, dell’articolo “Seed” e “Humans Are Overconfident Creatures” di James Fowler & Dominic Johnson, citando inoltre alcuni passi degli studi di Daniel Kahneman, pubblicato su “Economia dell’Identità”,   Psicologo cognitivo e premio Nobel 2002 per l’Economia.   

Altre referenze di approfondimento

  1. D.K. Sherman & G.L. Cohen, “ The psycology of self-defence: self affirmation Theory- in ‘Advances in experimental social psycology’, 2006, Academic press

  2. Johnson, R.M. Dermott, J. Cowden, & D. Tingley, “Dead Certain. Confidence and Conservatorism predict aggression in simulated international crisis decision making”, 2012 Springer Science

  3. Camerer & D. Lovallo, “Overconfidence and Excess entry: an experimental approach”, 2011 American Economic Association.

  4. Clarck & L. Friesen, “Overconfidence in forecast of own performance: an experimental study”, 2006

  5. Hilary & C. Hsu, “ Endogenous overconfidence in managerial forecast”, 2011

  6. Israel Defence Force’s Intelligence Control Division, “ Challenging the consensus: playing the Devil’s advocate”, 2013  ​​

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